San Cataldo 2009

san cataldo
DISCORSO PER LA CONSEGNA DELLA STATUA DEL SANTO PATRONO
ALLA CITTÀ DI TARANTO
Basilica Cattedrale, 8 maggio 2009 
mons. Papa
Fratelli e sorelle carissimi,

rivolgo un cordiale saluto alle Autorità ed ai fedeli presenti a questa suggestiva cerimonia con la quale ha inizio la parte culminante dei festeggiamenti in onore di San Cataldo.

Desidero offrirvi alcune riflessioni, in merito, per illustrare il senso cristiano della festa.
1. Esponiamo l’icona di San Cataldo alla venerazione pubblica dei fedeli in continuità con una millenaria tradizione religiosa della nostra Città che lo ha scelto come proprio Patrono e come Patrono dell’intera Diocesi tarantina.

La festa in onore di San Cataldo è un momento della vita della Città che, al di là di tutti i problemi e le differenze culturali, sociali e politiche in essa presenti, vive una forte esperienza di coesione sociale e di unità civica che contribuisce non poco alla presa di coscienza della sua identità.

Il culto di San Cataldo, che ha segnato in maniera specifica la storia della Chiesa di Taranto, è testimonianza viva della presenza di una comunità cristiana che non ha mai inteso essere un corpo estraneo alla Città, ma ha sempre vitalmente interagito con essa in un atteggiamento di condivisione e di servizio animato dalla carità.

È a tutti noto che il culto di San Cataldo ha provocato un salutare connubio tra fede e arte come è possibile constatare nel Cappellone di San Cataldo, che è lo scrigno di questa stupenda Cattedrale e che il pubblico potrà ammirare nel suo splendore dopo i recenti lavori di restauro, ultimati proprio alla vigilia di questa festa.

2. Mi preme, però, far notare soprattutto che con il culto reso a San Cataldo noi intendiamo dare gloria a Dio. Nei Santi, infatti,  si riflette in modo tutto particolare la presenza di Dio che ha rivelato Se stesso nel volto di Gesù e di cui i Santi sono un’eloquente immagine. Con la venerazione di San Cataldo noi accogliamo Dio nella nostra vita, apriamo la nostra mente e il nostro cuore alla Sua luce e al Suo amore. Siamo, infatti, convinti che è pura follia pensare che una comunità umana sia tanto più civile e progredita quanto più si allontana da quel Dio che si è rivelato e si è donato a noi nella persona di Gesù di Nazarteh.

Se Sua Santità Benedetto XVI – cui va il nostro affettuoso pensiero e la cordiale preghiera per l’odierno Pellegrinaggio in Terra santa – se Egli, oggi, si reca pellegrino nella Terra di Gesù – come del resto vi era andato anche il pellegrino San Cataldo – la ragione ultima sta nel fatto che, ieri come oggi, Gesù Cristo, nostro Signore, non è soltanto il Pastore vero, anche se fisicamente invisibile, della Chiesa, ma è anche la Luce del mondo, Colui che con la sua Vita e con la sua Parola illumina la vita personale e comunitaria, privata e pubblica degli uomini.

La crisi valoriale oggi presente nel mondo, di cui è segno la stessa crisi finanziaria ed economica, è dovuta al fatto che si pretende di costruire la società senza alcuna regola morale oggettiva, di valore universale, che abbia il proprio fondamento in Dio Creatore dell’uomo e del mondo.

Aprire agli uomini l’accesso a Dio è lo scopo primo della presenza e dell’azione della Chiesa nel territorio e, di conseguenza, anche del culto che offriamo a San Cataldo.

3. Ci teniamo a venerare San Cataldo anche per una ragione antropologica: offrire agli uomini smarriti del nostro tempo un sicuro punto di riferimento. I Santi sono, per noi cristiani, quelle persone illustri a cui guardare con fiducia nella impostazione da dare alla propria vita. Se è vero, infatti, che ogni persona umana ha la propria identità ben precisa e una propria vocazione irripetibile, è pur vero che c’è una vocazione comune ad ogni essere umano che è la vocazione all’amore. Tale primaria e fondamentale vocazione è realizzata in modo pieno dai Santi la cui vita è condotta nel segno dell’amore verso Dio e verso il prossimo.

Proponendo agli uomini del nostro tempo di ispirare la propria vita a quella di San Cataldo, noi intendiamo contribuire alla edificazione nel mondo della civiltà dell’amore.


Con questi auspici viviamo con gioia questi giorni di festa in onore del nostro Santo Patrono e invochiamo la sua intercessione perché Dio conceda alla nostra comunità pace e prosperità.

Benigno Luigi Papa

 

 

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