“Come sconfiggere il bullismo”

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Asking Day, affollata due giorni tra dibattiti e workshop

Nuovi disagi sociali: dagli scout un messaggio di speranza

di FRANCESCA RANA

           Tutti uniti contro gli atti di bullismo, i porno-messaggi, l’emarginazione dei così detti soggetti della classe, l’intolleranza, il precariato, la disoccupazione, e tutti  i mali degli anni ‘2000. Dalla due giorni sui “Nuovi Disagi Sociali”, denominata “Asking Day” ed organizzata dagli scout dell’Agesci della Zona Taranto, emerge forte e chiara la voglia di contrastare questi fenomeni cercando nuove metodologie formative insieme a tutte le agenzie educative del territorio, appartenenti al mondo della scuola, della chiesa, del terzo settore, e nuove soluzioni, ovviamente con il coinvolgimento di chi avrebbe voce in capitolo. L’inaugurazione di una mostra “Scoutismo: cent’anni di crescita - dal seme ai frutti” (l’ha inaugurata mons. Michele Lucarella) al Righi, visitabile fino al 29 settembre, di un workshop, e di un convegno al Pacinotti sono stati tre incontri in grado sia di rinnovare l’interesse di tanti scout, di ogni età, verso questo modo di concepire la vita, la persona, la natura, sia occasione utile a riparlare della rete di servizi tanto acclamata e spesso mancante al momento del bisogno in questa città, quando non c’è l’emergenza e si potrebbe ancora aiutare un ragazzo pronto a tentare il suicidio o a sfogare in atti rabbiosi i suoi drammi esistenziali. Tra i tanti, sono intervenuti: Ferri Cormio, componente Commissione Centrale Agesci, Stefano Fabbiano, assessore ai Servizi Sociali e vice presidente della Provincia, Grazia Gurrieri, docente di Psicologia dello Sviluppo, mons. Paolo Oliva, vicario Episcopale per il Laicato, Don Antonio Panico sociologo e direttore della Lumsa di Taranto. Né potevano mancare l’assistente ecclesiale dell’Agesci, Don Martino Mastrovito e i responsabili della Zona Taranto, Maria Vernavà e Michele Labianca. La parte più interessante di questo dibattito l’hanno animata proprio gli scout più giovani. Gli adulti hanno potuto guardare con attenzione i filmati e le scenette realizzati dai ragazzi (citando perfino Bart Simpson o il film di Ligabue, Radio Freccia) su: povertà economica; povertà culturale; povertà di fede; condizionamento sociale. Sono state centrate in pieno le problematiche ricorrenti nei tempi moderni, perché i ragazzi hanno provato ad interpretare ad esempio la trasgressione tra i banchi di scuola, quando il bullo cerca di dettare legge, i compagni lo imitano, il professore è distratto perché squilla il suo telefonino cellulare e la classe approfitta e si scatena in una lezione su “come si fanno gli spinelli”. Una relazione si è concentrata su esclusione ed inclusione sociale attraverso il racconto di storie di disoccupati, immigrati, laureati sfruttati. In sotto fondo c’era la canzone “Tutti gli zeri del mondo”, di Renato Zero. Un’immagine di Madre Teresa di Calcutta, dedita ad aiutare il prossimo, ha fatto riflettere. Le sequenze su mendicanti, senza fissa dimora, malati, la nostra Taranto dissestata, hanno ricordato quanto aiuto serve proprio qui, a quattro passi, senza allontanarsi troppo. Sono stati ovviamente toccati altri casi-limite e non poi così tanto rari di devianza attraverso i nuovi strumenti di comunicazione e le nuove abitudini. Alla loro maniera, i giovani hanno spiegato cosa vuole dire essere scout ed accogliere la filosofia di vita dello scoutismo tesa ad aiutare gli altri ed a rispettare l’ambiente circostante senza mai abbandonare la fede e la religiosità. Indubbiamente, non tutti potranno scegliere questo percorso ed a questo serve l’unione delle forze sociali ed educative in campo, affinché ogni ragazzo scopra nella vita di tutti i giorni una valida alternativa a gesti fatali. Alla fine, il motto “Chiedi al ragazzo” ha provocato un confronto generazionale. E sono stati proprio gli adulti- genitori ad ammettere di avere grosse responsabilità se questa società porta verso certe direzioni i più giovani. Dunque potremmo trasformare questo slogan in “Chiedi all’adulto” come può rimediare a sviste capaci di stravolgere la vita di una famiglia, l’evoluzione di una società.

(ARTICOLO PUBBLICATO SUL “Nuovo QUOTIDIANO di Puglia” IL 24 SETTEMBRE 2007)

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