Un mondo una promessa
Il grande cerchio degli scout compie 100 anni. Iniziati i festeggiamenti del centenario dell’Agesci - Zona Taranto.
Il “Penny” sarà devoluto per i bambini dei paesi poveri
_____________________________________________________________di Luca D’Andria
“Grande cerchio, che abbraccia un mondo intero. Pronti a fare il nostro meglio, a servire per davvero. Grande cerchio, e quest’alba da scoprire. Ecco il sole sorge ancora, è ora di partire. Grande cerchio, con la legge che è la stessa. La mia storia nel futuro, un mondo una promessa…”
Questo è l’inno del 2007, Centenario dello Scoutismo, e fa comprendere meglio il senso di quanto sta accadendo nel Movimento Scout: milioni di giovani, in diverse nazioni, hanno idealmente creato un grande cerchio ed hanno iniziato a festeggiare i risultati di un secolare cammino. Dall’1 al 9 agosto del 1907, sull’isola di Brownsea, nella baia di Poole nella Manica, il soldato più decorato dell’impero Britannico, lord Robert Baden Powell (o semplicemente B.-P.) portò 20 ragazzi in un campo sperimentale. Fu il primo “piccolo passo” verso il lungo sentiero di un “grande metodo pedagogico”. Il successo ottenuto spinse B.-P. a fondare lo Scoutismo.
L’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani) Zona Taranto ha avviato ufficialmente le celebrazioni il 22 febbraio scorso in coincidenza con il Thinking Day, Giornata del Pensiero, ed i compleanni di B.-P., nato 150 anni fa, e sua moglie Olave St. Clair Soames (fondatrice delle Guide e Ragazze Scout). Scoutismo e Guidismo nel mondo si impegnano a fare la differenza nella vita di ragazzi e ragazze che hanno lo svantaggio di essere nati in paesi più poveri, dove l’istruzione è scarsa. Pertanto, si è deciso di donare un penny simbolico (1 euro), in favore del prosieguo del progetto del Wagggs (Associazione mondiale delle guide esploratrici, alla quale aderisce la Fis, Federazione italiana dello scoutismo): “Educazione per tutti: cibo per la mente”.
Lo scoutismo, ovunque, cerca di guidare i ragazzi alla conquista della felicità, costruita su quattro principi cardine, che spinsero B.-P. a scommettere nella formazione di “bravi cittadini”, al fine di “lasciare il mondo un po’ migliore”: carattere; salute e forza fisica; abilità manuale e servizio del prossimo.
“Altrettanti – racconta Michele Labianca, responsabile maschile della Zona Taranto – sono sia i paesi della provincia dove gli scout si sono radunati contemporaneamente, Statte, Martina Franca, Pulsano e Grottaglie, sia i temi centrali delle attività svolte dalle camice azzurre”.
In questo anno incredibilmente unico, l’Agesci Zona Taranto continuerà i festeggiamenti, ritenendo fondamentale, come testimonianza attiva nel territorio, scendere nelle piazze e far sapere a ragazzi e famiglie che lo scoutismo è un movimento educativo per i giovani, fondato sul volontariato, a carattere non partitico, aperto a tutti senza distinzione di origine e di etnia, e che, soprattutto, lancia una sfida: “imparare da piccoli ad essere grandi”.
“A gennaio – spiega la responsabile femminile, Maria Vernavà – c’era stato un prologo con le ‘Agesciadi’, ovvero le mini olimpiadi scout, dove i 22 gruppi appartenenti alla nostra Zona hanno tenuto degli incontri sportivi di calcetto, pallavolo, basket e pallascout. La cerimonia d’apertura si è tenuta al PalaMazzola con l’accensione della fiamma agescimpica da parte dello scout più ‘anziano’, Gino Lepore (da 61 anni nel movimento, ndr) e alla presenza del presidente del Coni, Giuseppe Graniglia. A conclusione dei vari incontri, le Agesciadi, poi, si sono concluse con la MarcialongaScout. In mille, fra lupetti, coccinelle, esploratori, guide, rover, scolte, capi-educatori e scout del Masci, hanno attraversato le vie della città con l’ausilio logistico della Polizia Municipale, della Protezione Civile e della Misericordia ai quali va il nostro ringraziamento”.
B.-P., lasciato l’Esercito, a “metà” della sua vita, quando le Cancellerie del mondo intero lavoravano su progetti di supremazia ed egemonia sulle nazioni, inventava “una fraternità mondiale di servizio”, un “patriottismo” più ampio e più nobile, puntando al riconoscimento degli altri popoli. “La nostra Legge scout e la Promessa – scriveva – quando le mettiamo veramente in pratica, spazzano via ogni occasione di guerra e contese tra i popoli”.
Il “Grande Gioco” educativo si proponeva e si propone tutt’oggi la formazione integrale della persona secondo principi e valori attualizzati. Ben 400 milioni di persone hanno pronunciato la Promessa e partecipato alle attività scout in un periodo della loro vita, e 38 milioni di persone continuano a farlo ancora adesso. I paesi dove c’è la maggiore diffusione dello scoutismo sono Indonesia e Stati Uniti, con circa 10 milioni ciascuno. In Italia, gli appartenenti all’Agesci sono 178.000 e nella Zona Taranto sono quasi 1.500.
Quella stessa Promessa, all’alba del primo di agosto prossimo, sarà rinnovata e darà il via ad un nuovo secolo di scoutismo.
- Marzo 24th
































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