Laltro computer degli Scout
Gli scout usano il computer? Non è possibile! Non sono gli stessi che si costruiscono le palafitte, che accendono il fuoco e che si vestono con i pantaloni corti anche d’inverno? Ah, mi dicono che avete anche un bellissimo sito internet, e che un sacco di gruppi scout hanno addirittura il proprio sito! Incredibile, ma che bellezza aver scoperto la gioia di comunicare con persone lontane, di condividere le vostre esperienze con il resto del mondo, di discutere dei vostri problemi tutti assieme… Come? Ah, lo facevate anche prima, con la radio, i jamboree, le assemblee e i convegni; certo, il computer è un bell’aiuto, basta saperlo usare, ma evidentemente in questo siete già bravi. Così mi è venuta in mente un’altra domanda: sapete usare il computer da veri scout? Ma soprattutto, esiste un modo “scout” di usare il computer? Per riuscire a parlarne siamo costretti ad introdurre il concetto di software libero.
Cos’è il software libero?
Forse qualcuno di voi ne avrà già sentito parlare, ma spieghiamo un po’ meglio a tutti. Parliamo di cibo: siete in un ristorante e il cameriere vi porta un piatto davvero squisito, il migliore che abbiate mai assaggiato. La curiosità vi assale: come faranno a farlo così buono? Così a fine pasto, tra un caffè e una grappa, vi avvicinate al proprietario e gli chiedete la ricetta. Il ristoratore simpatico vi dirà che la preparazione è assai complicata, ma vi esporrà ogni passaggio in ogni suo dettaglio, e voi potrete provare a rifarlo a casa, magari cambiando la ricetta secondo i vostri gusti, invitando i vostri amici a cena e condividendo con loro questa vostra nuova scoperta; a loro volta i vostri amici vi chiederanno la ricetta e così via. Il ristoratore antipatico, al contrario, vi dirà che se volete mangiare quel piatto dovrete tornare al suo ristorante e non vi darà la ricetta. Un discorso analogo vale anche per i programmi che utilizzate nel vostro computer. I programmi liberi sono quelli di cui potete conoscere la ricetta, modificarla e condividerla con i vostri amici, mentre i programmi proprietari sono quelli di cui non potete sapere nulla, potete solo pagare una licenza per utilizzarli. E’ chiaro che, condividendo la ricetta con molte persone, qualcuno riuscirà certamente a migliorarla e a trovarvi magari qualche errore, mentre andando sempre al ristorante la ricetta cambia di poco, e gli errori restano.
Libero e proprietario
Nel mondo del software la faccenda è più complicata che in quello della ristorazione: proviamo ad addentrarci maggiormente nel problema. I programmi proprietari si basano spesso su formati chiusi: scelgono di utilizzare un linguaggio che solo loro comprendono, impedendo a chi non lo conosce di leggere quello che hanno prodotto, mentre i programmi liberi, fornendo la ricetta con cui sono fatti, rendono disponibile un bel dizionario che tutti possono imparare a leggere. A questo punto vi dovrebbe essere chiaro come l’utilizzo di standard aperti favorisca lo scambio ed il confronto senza impedire a nessuno di avere accesso alle informazioni ed arricchendo la cultura globale.
Libero è scout?
A detta di alcuni, sì. Sicuramente i punti in comune tra le due “filosofie” esistono, e non sono nemmeno pochi. A noi vengono in mente alcune parti del nostro Patto Associativo riguardanti la scelta politica: “Ci impegnamo ad educare al discernimento e alla scelta, perchè una coscienza formata è capace di autentica libertà”, “Ci impegnamo a sostenere nella quotidianità, e a promuovere nell’azione educativa iniziative di equa ridistribuzione delle risorse e scelte di economia etica”. Sono solo esempi, ma calzano a pennello. E guardando anche più in alto, Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica “Il rapido sviluppo”, dice: “vorrei richiamare l’attenzione sull’accesso ai media e sulla partecipazione corresponsabile alla loro gestione. Se le comunicazioni sociali sono un bene destinato all’intera umanità, vanno trovate forme sempre aggiornate per rendere possibile un’ampia partecipazione alla loro gestione, anche attraverso opportuni provvedimenti legislativi. Occorre far crescere la cultura della corresponsabilità.”.
Libero = gratis?
Sfatiamo un mito, libero non significa necessariamente gratis. Certo è che, per quanto detto fin’ora, la maggior parte del software libero, per la stessa natura del mdo in cui sviluppato, è di fatto gratuito. “Sono laboriosi ed economi” - dice la nostra Legge - così perchè non tentare di utilizzare programmi liberi distribuiti gratuitamente? Ce ne sono per ogni esigenza, e per ogni tipo di computer.
Libero è legale?
Copiare un programma libero, scaricarlo dalla rete, utilizzarlo, prestarlo, modificarlo è perfettamente legale. In tutta onestà, quanti di noi utilizzano programmi scaricati o copiati illegalmente? Abbiamo mai pensato di sostituirli con qualcos’altro? Abbiamo mai pensato che chi riceve comunicazioni e informazioni in un formato proprietario è costretto a spendere un sacco di soldi per poterle visualizzare? Utilizzare strumenti alternativi e gratuiti promuove la legalità, è un atteggiamento di rispetto nei confronti degli altri. Anche nei riguardi di quelle persone che vivono in parti del pianeta meno ricche della nostra Europa, rendiamo il nostro mondo accessibile anche a loro. Utilizzare programmi costosi significa innalzare una barriera insormontabile per chi è meno fortunato di noi!
Quindi, cosa possiamo fare?
Non vi chiederemo di smontare il vostro computer bendati e rimontarlo con i piedi. Un primo passo potrebbe essere quello di provare ad utilizzare alcuni di questi programmi: sono facili da usare e da installare, e funzionano bene e anche meglio delle loro controparti proprietarie. Non c’ è motivo di non tentare, mentre dovreste ormai aver ben chiaro quanti siano i motivi per farlo.
* Firefox, un browser per navigare sul web dalla grafica moderna e accattivante, altamente personalizzabile.
* Thunderbird, un programma per gestire la posta elettronica da cui non rimarrete delusi. Se siete incerti se lanciarvi a provarlo, non dimenticate che potrete importare i vostri indirizzari dagli altri programmi che usate ora, senza perdere nessuna informazione.
* The Gimp, un potentissimo programma per la manipolazione di immagini, che nulla ha da invidare a Photoshop. Qui trovate la versione per Windows.
* Open Office, una valida suite che comprende un word processor, un programma per creare presentazioni, un foglio di calcolo e molto altro.
Per chi volesse saperne di più
La rete è piena di informazioni riguardo al software libero, ne abbiamo selezionato alcune per chi volesse approfondire l’argomento.
* Gli articoli su scout e software pubblicati su Scoutpedia e Scoutnet.
* OpenScout, sito che si propone di di approfondire le tematiche legate a scoutismo e software libero.
* Intervista a Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, che spiega come nasce e cosa sia il software libero.
* La documentazione dell’associazione SoftwareLibero.
* Il portale Unesco sul software libero.
Marco Bartolini è capobranco del Forlì 4, Francesco Settembre è aiuto caporeparto del Taranto 20.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su Scoutlink.it, ed si avvale della licenza Creative Commons License.
- Maggio 4th
































Scrivi un commento
Devi essere collegato per scrivere un commento.